Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

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Il nostro P. Generale, Saverio Cannistrà, tra P. Fausto e P. Saverio , rispettivamente Provinciali delle due Provincie, Lombarda e Ligure.

 

Il 18 dicembre con una solenne funzione, presieduta dal Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, padre Saverio Cannistrà, nel monastero carmelitano di “San Giuseppe della Madre di Dio” a Moncalieri (Torino) si sono chiuse le celebrazioni che hanno commemorato il trecentesimo anniversario della morte della beata Maria degli Angeli, prima torinese e prima carmelitana scalza italiana a essere elevata agli onori degli altari. La “peregrinatio” delle sue reliquie da Moncalieri ha toccato tre chiese torinesi a Lei strettamente unite: Santa Cristina, chiesa superstite dell’antico monastero dove visse, Santa Teresa, in cui fu salvata e custodita per centocinquanta anni la sua salma, infine la basilica di Maria Ausiliatrice dove aleggia san Giovanni Bosco che a Maria degli Angeli fu devoto e di cui scrisse una biografia in occasione delle beatificazione, avvenuta il 25 aprile 1865 da parte di Pio IX.

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Di Maria degli Angeli resta a noi «l’ambizione di una radicalità cristiana … ricerca instancabile della radice che è la vita trinitaria di Dio e la sua presenza misteriosa … di cui possiamo fare esperienza … nella carne del Figlio. ... Per andare alla radice bisogna fare un viaggio … un vissuto di trasformazione in cui lo Spirito … lavora … a colpi di scalpello … incidendo profondamente».  In lei ha fatto sentire «tutto quello che anche noi sentiamo in forma minore: tentazioni contro la fede, timori contro la speranza … e la resistenza ad abbandonarsi in fondo nelle mani del Signore. … La santità è proprio questo ... umile offerta della nostra verità, della nostra realtà, di ciò che siamo … una realtà che ha sempre tante crepe. … “Si, ma attraverso queste crepe, è lì che passa la luce” (L. Cohen). Effettivamente è così: in queste crepe che rendono la persone imperfetta secondo le nostre logiche mondane. Dove si manifesta la miseria, la povertà, l’incapacità, l’impotenza è lì che si manifesta in maniera più forte, in maniera più viva, l’amore che viene a prenderci, che viene a salvarci proprio laddove noi non siamo capaci di andare avanti, di muovere un passo verso di Lui. E’ soltanto lasciandoci prendere da questo Amore che facciamo il viaggio della santità, un viaggio che appunto si fa soltanto se presi, sollevati, sostenuti dalle braccia forti di Dio» (dall’Omelia del P. Generale). 

La storia di questa donna è storia di salvezza, roccia solida che come dice il Vangelo, che non ci sarà tolta. E da far conoscere.

Le monache dialogano con il sig. Paolo Fontanella ultimo discendente della Beata

 

Le monache dialogano con il sig. Paolo Fontanella e P. Antonio Sangalli

 

Per questo tra le iniziative che si sono tenute nel corso di quest’anno ricordiamo in particolare la Mostra al Museo Diocesano dedicata a questa singolare figura femminile torinese. L’esposizione, che resterà aperta fino all’11 febbraio 2018, ne ripercorre la vita, la devozione ed il culto che si irradiarono in primo luogo nell’Ordine Carmelitano subito dopo la sua morte e si svilupparono ed intensificarono a mano a mano con lo svolgersi del processo di canonizzazione. Per onorarne la memoria le monache di Moncalieri hanno pubblicato poi, presso la casa Editrice San Paolo, il nuovo moderno profilo “Io sarò carmelita. Marianna Fontanella, Beata Maria degli Angeli”, a firma di Maria Teresa Reineri. Invitiamo da ultimo a leggere di questa donna le lettere e le Relazioni spirituali in cui appare tutta la consegna della sua umanità ferita al Signore.

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