Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

Insieme davanti alla grata con la Priora di Bologna alle spalle

 

Giugno ore dieci, un sabato rovente che precorre l’estate. II sole splende alto nel cielo terso; alcuni fratelli e sorelle attendono, premurosamente, nei pressi della portineria del monastero delle Carmelitane scalze, dove abitualmente la COMUNITA' secolare si riunisce, chi, accaldato sotto la canicola, percorre gli ultimi metri del vialetto, inondato da un intenso e delizioso profumo di gelsomini. L’arrivo di Lidia, nostra maestra di formazione e responsabile della Comunità, in compagnia di Annunciata, consorella della Comunità di Lodi, è accolta con entusiasmo grande. La prima giornata comunitaria, aperta a tutti I simpatizzanti e amici del Carmelo teresiano, si è svolta secondo lo spirito della nostra Santa Madre Teresa di Gesù in un clima di fraterna amicizia. Orazione, Formazione, Condivisione, Pranzo frugale e gioiosa ricreazione hanno scandito questa prima, straordinaria Festa della Comunità.

Davanti a un buon pasto

 

Molto apprezzato è stato l’incontro con Madre M. Elisa, priora del monastero, che ha trattato con chiarezza e vivacità il tema della Regola dei Carmelitani scalzi, formulata da S. Alberto di Gerusalemme nel XIII secolo compiendo un illuminante excursus storico. Infatti, la Regola, nonostante la veneranda età e la Riforma attuata da S. Teresa d'Avila, quasi tre secoli dopo, non ha perso affatto il suo "appeal", rivelandosi quanto mai attuale nel nostro tempo, in cui «il mondo è in fiamme», tutto appare fuori controllo, proprio come allora. Inoltre, per la sua semplicità è praticabile tanto da religiosi quanto da laici, poiché essa coniuga la Contemplazione nell’ Azione. Meditare la PAROLA, giorno e notte, perseverare nell' ORAZIONE Silenziosa, sono i cardini portanti del CARMELO. Solo dall’ orazione, intesa come rapporto personale d’amicizia con Colui che per primo ci ha amati e cercati, chiamandoci per nome al Carmelo, scaturiscono le Opere che LUI vuole compiere tramite noi, umili e inutili strumenti, per realizzare il suo disegno d' amore e di pace. Senza di LUI non possiamo fare nulla. La giornata è, poi, proseguita con la celebrazione di Sesta e la condivisione del pranzo. In questa seconda parte si è unito a noi, Alberto, un fratello della Comunità di Parma, fresco di promessa definitiva nell' OCDS. Attorno alla bella tavola, imbandita da cibi gustosi e bevande ristoratrici, spiccavano accanto alle nostre solite, vecchie facce, facce nuove e giovani, su tutti splendeva raggiante il sorriso di Lidia. II cuore di ciascuno ha esultato in un "MAGNIFICAT”. In un'atmosfera festosa e commovente, la nostra Lidia, che in questi tre anni ci ha formato con fermezza e amorevolezza, trasmettendoci in particolare il senso dell'essere COMUNITA', si è congedata (per ora...) da noi. Grazie al Padre Provinciale, a tutti i padri, alle monache, sempre disponibili, che non ci hanno lasciati soli. Grazie a Lidia per aver percorso tanti chilometri con tenace volontà e gioia, come fece S. Teresa nel suo tempo, pur di non farci mancare la formazione e alla paziente disponibilità della sua famiglia, che ha permesso che ciò avvenisse. Carissima maestra "gnucca", ricorderemo ogni tua parola e la tua incessante supplica: «ORAZIONE! ORAZIONE! LIMILTA’», affinché la COMUNITA' possa crescere in fraternità e pace e tutti possano esclamare: «Guarda, come si vogliono bene!». Infine, la giornata, a tutti gli effetti, assai calorosa, si è conclusa con la liturgia dei Vespri e un ulteriore, piccolo, graditissimo rinfresco, offerto dalla squisita, operosa ospitalità delle nostre care monache; poi...gli ultimi, commossi saluti. Qualcuno si è attardato ancora un poco nel giardino, mentre il sole, rosso di rabbia, si avviava pigramente al tramonto. «SIGNORE, resta con noi, si fa sera!».

Comunità OCDS di Bologna

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