Carmelitani Scalzi

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Sul lago Maggiore

 

Dal 3 al 9 Agosto si è riunito all’Eremo carmelitano di Cassano Valcuvia (Va) un piccolo gruppo di giovani in occasione del campo vocazionale annualmente organizzato dalla comunità dei padri. Il tema delle riflessioni proposte quotidianamente dal p. Edoardo Mancini OCD è stato “La vita parla… se c’è un cuore che ascolta”. Inaugurando gli incontri p. Edoardo ha specificato che il contenuto delle meditazioni sarebbe stato di tipo esistenziale, più che vocazionale in senso stretto. Ma ha anche sottolineato come nessuna scelta di vita possa essere fatta a prescindere dalla consapevolezza dell’intreccio che esiste tra vita nello Spirito e vita nella carne. L’uomo, soprattutto quello cristiano e che si interroga sul progetto di Dio su di sé, non può dare per scontato questo legame e rischiare di spiritualizzare la ricerca della propria strada, che è invece fatta di vita concreta, di quotidianità, di relazioni. “La vita non è un problema da risolvere, ma un mistero da sperimentare”, con questa citazione dello scrittore austriaco R.M.Rilke, p. Edoardo ha introdotto la seconda questione introduttiva al tema: la vita deve essere approcciata con fiducia, con convinzione nella sua dignità, con una buona dose di cristiano ottimismo ed anche con una certa passione per essa. Molte volte, infatti, si rimane paralizzati di fronte alle occasioni di crescita che nella vita quotidiana ci sono offerte. Il prontuario per queste condizioni critiche in cui spesso ci si ritrova è la Parola di Dio, quel racconto dell’interessamento di Dio per la storia umana, nella sua particolarità, nella sua ferialità. Dio che si fa presente nella storia dei popoli e dei singoli sconvolgendo le loro vite in vista di una realizzazione piena e integrale, Dio che desidera il rapporto con l’uomo e che si abbassa, fino all’Incarnazione, per entrare in relazione sempre più profonda con lui, Dio che sceglie di passare attraverso la paura più grande dell’uomo, cioè la morte, per dimostrare che in Lui anche l’evento più tragico e scandaloso trova senso e ritorna Vita. Se Dio si è interessato tanto alla vita umana, tanto da volerla condividere Lui stesso dopo averla generata all’inizio dei tempi, è evidente come il cristiano debba sviluppare le proprie scelte a partire da una matura concezione della vita nella sua bellezza e nelle sue sfide e dalla consapevolezza della presenza divina in essa. Quella della relazione è stata l’altra grande tematica delle meditazioni: l’uomo si realizza e si comunica attraverso il confronto con i suoi simili, in esso si realizza, per mezzo di esso riconosce l’altro e intuisce la propria identità. Dio stesso ha scelto questa via per comunicarsi all’umanità e lo ha fatto attraverso il mistero della Trinità: il p. Edoardo ha quindi affrontato il tema della presenza dell’azione trinitaria nella nostra esistenza, evidenziando come i criteri divini della gratuità e della donazione di sé siano quelli fondamentali e caratteristici per un vero discepolo del Signore Gesù.

Questi gli elementi fondamentali delle riflessioni proposte dal predicatore. Tematiche, come già detto, esistenziali prima che vocazionali, ma che unite ai momenti di preghiera, riflessione personale,  condivisione, oltre che al percorso individuale e all’esperienza di ciascuno, sono servite come fondamento per una revisione del proprio cammino e per il discernimento sulle prospettive future.

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Ma ciò che ha caratterizzato queste giornate passate a Cassano e che poi è stato il vero e proprio ambito di indagine di sé e della Volontà divina, è sicuramente individuabile nel confronto diretto e quotidiano con la comunità dei Padri dell’Eremo, con il loro stile e i loro ritmi, soprattutto nella condivisione della vita liturgica, dell’orazione e della fraternità, capisaldi del carisma teresiano. L’incontro con chi ha già riconosciuto il progetto divino su di sé e che ogni giorno cammina per attuarlo è, del resto, uno degli aiuti migliori che si possano dare a dei giovani in discernimento.

Alcune gite comunitarie sono servite da occasioni di incontro fraterno e di distensione: guidati dal p. Edoardo e dal priore della comunità, p. Attilio Viganò OCD, abbiamo, in giornate diverse, passeggiato nei dintorni montani di Maccagno con Pino e Veddasca dove si è potuto godere di un bel panorama sul Verbano; nel pomeriggio della Domenica 6, Trasfigurazione del Signore, siamo andati ad affidare le nostre vite e intenzioni alla Madonna del Sacro Monte di Varese; mentre l’ultimo giorno abbiamo visitato l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, accompagnati da una delle oblate benedettine lì residenti, e abbiamo attraversato in traghetto il lago alla volta di Stresa, dove si è potuti entrare nella stanza in cui è morto il beato Antonio Rosmini, dopo aver tranquillamente camminato sul lungolago della cittadina piemontese.

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Un’esperienza ricca, serena, piena di provocazioni per la nostra vita cristiana e per il discernimento vocazionale di ciascuno. Sono state giornate ricolme di fraternità e incontro con Dio, in un clima tipicamente carmelitano che sicuramente segneranno il nostro cammino e che già ci hanno aiutato a dissipare un po’ di nubi nel cielo delle nostre opzioni vitali.

Un sentito ringraziamento va ai Padri dell’Eremo che ci hanno offerto questa possibilità e si sono dimostrati accoglienti e disponibili, sia nell’inserire il gruppo nella vita conventuale che nel consigliare il singolo a partire dal suo cammino particolare. A tutti l’invito sentito a sfruttare e consigliare ad altri queste occasioni ed altre simili utili per l’approfondimento della propria vita di fede e di quelle domande che sono le più intime per ogni uomo, cioè quelle sulla propria esistenza e sulla relazione con l’Altro e gli altri.

I partecipanti al campo. 

Foto insieme a un paio di amici sul Verbano

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