Carmelitani Scalzi

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Giovanni della Croce è stato tra i protagonisti di un Concerto per coro, pianoforte ed archi tenutosi la sera di venerdì 31 marzo nella chiesa di San Maurizio a Ghiffa: Lux in tenbris, la notte luminosa dell’anima. Di sfondo all’evento è stata scelta un’immagine del fotografo Tammam Azzam che abbina il celebre «Bacio» di Klimt a case bombardate in Siria a rendere il contrasto tra luce e tenebre, il bene e il male, il bello e ciò che lo deturpa. Il coro San Leonardo di Pallanza, la pianista Ester Snider e gli archi del Keman Kuartet, diretti da Stefano Bertuol, (originario di Ghiffa) hanno eseguito tre pezzi cantati e uno suonato. Due opposti per significato: “Dark Night of The Soul” e “Luminous Night of the Soul” di Ola Gjeilo. E poi “Spiegel im Spiegel” di Arvo Pärt a cui si è aggiunto l’Ubi Caritas di Gjeilo. Durante il pezzo di Pärt alcuni bambini della Parrocchia hanno portato candele o stole dorate alle coriste, che fino a quel momento erano vestite di nero. Metafora del cambiamento, di una ritrovata luce. Tra le coriste, una “firma” della nostra rivista, Vera Cardoletti, che non ha perso l’occasione per offrire agli amici del coro e al suo direttore, nei giorni che hanno preceduto l’esecuzione, una spiegazione del significato della “Notte Oscura” di Giovanni della Croce. Lo ha fatto dopo essersi preparata bene e con semplicità, manifestando tutta la sua sollecitudine per la diffusione delle parole e dell’esempio dei Nostri. Perciò, grazie Vera! Ah, quella sera c’ero anch’io e un giovane amico del Carmelo.

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