Carmelitani Scalzi

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             Il nuovo Dizionario di Santa Teresa  (a cura delle Edizioni OCD dei Padri Carmelitani Scalzi) si inserisce come strumento utilissimo di studio e di approfondimento della sua dottrina ed esperienza. Teresa d’Avila ha conosciuto i limiti e le debolezze dell’umanità, le contraddizioni e i rischi del cammino spirituale, le profondità del proprio “castello interiore”, abitato e illuminato dalla presenza divina, i vertici della vita mistica, la concretezza e la fatica del quotidiano. Ha vissuto con una profonda lacerazione interiore gli eventi della riforma protestante e della divisione della Chiesa, come pure due modi contrapposti di vivere la vocazione claustrale: alla ricerca di se stessi e del mondo, oppure in un cammino ascetico e mistico di ricerca di Dio.  

            Parole quali gioia, amico, carità, clausura, comunità, sponsalità, dialogo, distacco, bellezza, umiltà, umanità di Cristo, teologia mistica, preghiera, sequela, simbolismo, verità, devono essere comprese nel loro significato più autentico e contestualizzate soprattutto attraverso una lettura intertestuale degli scritti teresiani, che favorisca la percezione del vissuto che vi è nascosto e rivelato allo stesso tempo. A questo scopo vuole contribuire il Dizionario, che riprende e in qualche caso arricchisce la sezione tematica dell’originale spagnolo[1]. Hanno coadiuvato il curatore in questa titanica impresa altri grandi esperti dell’universo teresiano (citiamo tra gli altri: A. Álvarez Suárez, F. Malax, C. García, G. Castro, M. Herráiz, J. Castellano Cervera, S. Ros García, E. Llamas).

Nella distribuzione dei numerosi contributi è stato rispettato l’ordine alfabetico dei temi trattati. In genere, in fondo alle singole voci si trova una bibliografia minima di introduzione o di approfondimento del tema. Pur attenendosi all’essenziale della corrispondente sezione spagnola, riportando cioè gli autori e le opere più degni di nota, si è preferito integrare, correggere e aggiornare la bibliografia, sia per rendere un servizio migliore al lettore italiano, sia per tener conto degli studi e delle pubblicazioni più recenti.

            Si intende favorire la possibilità di rendere più accessibile anche a livello extra-accademico l’approfondimento del messaggio di Teresa d’Avila. Si auspica che mediante quest’operazione culturale, nelle biblioteche come nei centri di studio teologico, nei conventi come nei monasteri, nei movimenti religiosi come nelle parrocchie, il lettore che voglia conoscere Teresa possa incontrare il suo volto autentico, la sua mistica cristologica e trinitaria, come pure la sua profonda umanità, il suo senso ecclesiale, il suo desiderio di solitudine, evitando gli estremi opposti di un tecnicismo di nicchia e di un’agiografia devozionale, o – ancor peggio – devozionistica. Non è più tempo di trascinare con sé schemi logori e di rinchiudere il suo cammino di preghiera entro un confine troppo stretto. Santa Teresa invita a nutrire grandi desideri, a immaginare le cose della vita interiore con grande respiro e libertà di spirito, ad amare la sacra umanità di Cristo, a fissare lo sguardo su di Lui, a procedere nel cammino di ogni giorno con fiducia, costanza e una “determinazione molto determinata”.

L’itinerario mistico di Teresa è la storia di un rapporto d’amore maturato in lei, non solo capace di amare e di farsi voler bene, ma assetata d’amore. È questo il fondamento della sua preghiera, conosciuta storicamente come orazione mentale, ma che forse corrisponde meglio a quella che oggi chiamiamo preghiera contemplativa oppure preghiera del cuore. Teresa sa, infatti, che pregare non consiste nel pensare molto, ma nell’amare molto, e soprattutto nel lasciarsi amare.

 


[1]T. ÁLVAREZ, ed.,  Diccionario de Santa Teresa, II edizione, Monte Carmelo, Burgos 2006.

 

 

 

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