Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

Il P

 

Presso il Centro Spirituale “St. Joseph Vaz” a Old Goa (India), - oggi affidato alla Diocesi - il quale sorge sul luogo in cui vennero ad abitare i nostri primi missionari nel 1619, esattamente 400 anni fa, dal 4 al 10 febbraio si è svolto Definitorio Straordinario del nostro Ordine. Lasciamo parlare il nostro Provinciale, P. fr. Fausto, da una sua lettera inviata al termine dei lavori…

 

 

 

«Nei primi due giorni abbiamo affrontato il lavoro di sintesi della Commissione per la rilettura delle Costituzioni; … Mercoledì e giovedì abbiamo invece lavorato sulle proposte di revisione delle Norme Applicative che sono arrivate tramite le schede delle varie Provincie. Tutto questo lavoro sulla nostra legislazione mi ha fatto sorgere vari interrogativi su quanto veramente i nostri testi legislativi siano veramente un riferimento per la mia vita, non solo nelle procedure formali e burocratiche (a quanto dicevano i relatori non sempre neanche queste rispettate), ma come codice di riferimento per la valutazione delle scelte personali, comunitarie e provinciali. Indubbiamente uno dei sensi del lavoro che ci è stato proposto è stato quello di riportare all’attenzione di tutti anche questo riferimento che, pur nella sua specificità peculiare, è anch’esso un aiuto per costruire una vita buona.

Nel corso dei lavori abbiamo potuto ascoltare anche la testimonianza di due situazioni di

emergenza che riguardano i frati dell’Ordine:

- la prima è quella del Venezuela, paese visitato nelle settimane scorse dal p. Generale, il racconto

vivo degli episodi di povertà in cui la popolazione ormai da anni vive e della catena di solidarietà

che nonostante tutto riesce a mettere in atto hanno dato corpo a vivo a quanto possiamo leggere

sui mezzi di comunicazione

- la seconda è la situazione della nostra presenza in Iraq, missione storicamente affidata alla

Provincia di Parigi che però, per l’anzianità dei missionari francesi, regge ormai la Missione con un

solo padre iracheno che vive venti giorni a Bagdad e una decina di giorni in una regione del

Kurdistan, presidiando così i due poli della nostra presenza. La situazione della chiesa latina

irachena è molto delicata e il Provinciale di Parigi ha fatto un appello se ci fosse qualche padre che

sarebbe disposto ad andare a sostenere questa missione

Venerdì è stata la giornata della gita, e per fortuna dal momento che l’India fino ad ora l’avevamo

vista solo dalle finestre del centro di spiritualità che ci ospita (posto sulla sommità di una delle 7

colline su cui sorge Old Goa, che vuol dire bella vita ma anche solo foresta attorno a noi….). Siamo

andati a celebrare la Messa nel sito dove sorgeva la chiesa dei Carmelitani Scalzi a Old Goa,

fondata nel 1619 (di cui rimangono solo alcune rovine della facciata), prima presenza dell’Ordine

nel subcontinente indiano. Questa Messa è stata la Messa di inaugurazione delle celebrazioni per il

quarto centenario del nostro arrivo in India. In questa chiesa e nell’annesso convento, che però

non esiste più, sono passati i beati Dionisio e Redento e da qui sono partiti per il viaggio a Sumatra

dove sono stati martirizzati.

La mattinata è continuata con la visita a un tempio Indù e ad un’altra chiesa e convento dove i

nostri padri ritornarono nell’Ottocento, ora però gestito da una Congregazione religiosa locale.

A pranzo ci hanno portato in un ristorante che dava sulla spiaggia (e con qualcun altro siamo

riusciti anche a fare un bagno in un’acqua caldissima!). Nel pomeriggio siamo andati al monastero

di Chicalim, fondazione del 1947, dove le monache ci hanno fatto una calorosissima accoglienza

facendoci visitare tutto il monastero (un edificio un po’ strano, costruito sul pendio di una collina,

che è stato pensato come una salita al Calvario, nella parte più alta del monastero sta infatti il coro

e la chiesa) oltre che rinfocillarci con una merenda ricca e sfiziosa.

La sera siamo invece andati nel convento-parrocchia che i padri hanno in una città vicina a Goa

dove p. Generale ha benedetto due nuove immagini dei beati Dionisio e Redento che sono state

fatte fare per questo centenario. È seguita una laura cena nel chiostro (in realtà un chiostro a tre

livelli) con danze e canti della tradizione indiana. Alle 22 ci hanno riportato dove alloggiamo…

stremati.

Sabato abbiamo lavorato sul messaggio finale del Definitorio Straordinario che nei prossimi giorni

potremo tutti avere.

Domenica, invece, è stata una giornata di celebrazioni: la mattina presso la cattedrale si è tenuta

una giornata di studio sulla presenza dei Carmelitani in India, dove sono fiorite anche innumerevoli

altre famiglie religiose (sia maschili che femminili) legate all’Ordine. Nel pomeriggio invece c’è

stata una solenne concelebrazione in cattedrale presieduta dall’Arcivescovo di Goa, alla quale

sono intervenuti una rappresentanza degli Studenti delle 7 Provincie indiane (a occhio e croce dire

un 200 formandi…) oltre a un centinaio di altri confratelli. La basilica era poi gremita delle suore di

queste congregazioni indiane legate all’Ordine, insomma una festa di famiglia in grande stile,

gioiosa per questa partecipazione corale, ma anche un po’ impegnativa per la quantità di discorsi

di ringraziamento che si sono succeduti in chiesa e anche dopo, avendo i padri indiani preparato

anche un momento ulteriore dopo la Messa (iniziata alle 16 e terminata alle 18) in cui hanno

continuato il programma di presentazione della presenza dell’Ordine in India (dalle 18 alle 21)».

Tornati al ritmo quotidiano della vita, del lavoro e della missione, i nostri Padri lo hanno fatto con la fierezza di essere portatori di un dono prezioso e con l’umiltà di chi sa che “tutto è Grazia”.

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