Carmelitani Scalzi

sito ufficiale della Provincia di S. Carlo Borromeo

 

Due fatti si sono svolti a Cremona sul finire dello scorso anno, che hanno interessato il Carmelo della nostra Provincia.

 Le reliquie nella Chiesa delle suore Carmelitane del Divin cuore di Gesù

Nei giorni 29 e 30 novembre ha fatto tappa nella Casa S. Giuseppe e S. Lorenzo delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù la peregrinatio delle reliquie di Santa Elisabetta della Trinità, carmelitana scalza. Coordinatore della peregrinatio è il nostro P. Antonio Sangalli.

Le suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù appartengono alla Congregazione omonima fondata nel secolo scorso dalla Beata Madre Maria Teresa di San Giuseppe. Esse svolgono la loro missione seguendo gli indirizzi tracciati dalla Fondatrice e cioè riversando la sovrabbondanza della carità di Cristo sulla Chiesa e nella Chiesa, specialmente sulle creature più fragili. Nella loro struttura in via Altobello Melone 33, nel comprensorio della parrocchia di S. Imerio, ospitano persone anziane che, pur godendo ancora di una certa autonomia sono comunque bisognose di attenzioni.

Le celebrazioni programmate sono state curate dal parroco don Antonio Bandirali in collaborazione con le Suore e con il Movimento Carmelitano dello Scapolare.

Il Parroco don Antonio Bandirali presenta le curatrici del volume. Con lui Michele Uggeri di Cremona Produce FILEminimizer

La Parrocchia di sant’Imerio, nel cui territorio si trovano le suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, ha un legame forte con la storia della nostra Provincia. Sabato 22 dicembre alle ore 17 presso la sala santa Teresa dell’Oratorio parrocchiale si è tenuta la presentazione del volume «La chiesa di Sant’Imerio in Cremona». In tre capitoli, il libro edito da Cremona Produce racconta la storia della chiesa di via Aporti, ne traccia un profilo artistico e ripercorre la storia della comunità attraverso l’archivio de “Le campanelle” lo storico giornalino parrocchiale. Alla presentazione assistevano alcuni membri del Movimento Carmelitano dello Scapolare, accompagnati dal loro assistente di fraternità P. Giorgio Rossi, che ha rivolto brevi parole di saluto a nome del P. Provinciale. Il volume infatti ci riguarda “da vicino”.

Il pubblico intervenuto alla presentazione FILEminimizer

 

Il primo dei tre capitoli che lo suddividono, quello che riguarda la fondazione e il primo periodo della sua storia, parla “di un edificio religioso, una chiesa, che è stata sede di un importante ordine, quello dei Carmelitani Scalzi”. E all’inizio riporta le parole con le quali si apre il Libro delle entrate del convento di Sant’Imerio in cui sono registrati i lasciti e le compravendite della congregazione cremonese dei carmelitani scalzi dal 1606 al 1726: «Essendo nostro Primo Generale e Nostro Padre Fratello Ferdinando di Santa Maria Spagnuolo, per motivo di infermità mandò a Cremona il Padre Fratello Marco della Purificazione Genovese, e di Fratello Giovanni Pietro dell’Assontione Cremonese, della Nobile Casa Vidoni, ove furono ricevuti in maggio dell’anno 1605, e per essere il Nobile Signo Cesare Vidoni, Fratello del suddetto Padre, e molto più affezzionatesi alla rara virtù d’ambedue, s’animò in procurargli in questa Città la Fondazione, il che ottenne trionfando fra molte contrarietà, che gli fecero ostacolo, e nell’anno 1606 a dì 21 aprile, avendo egli donate alla Religione una Casa grande, e due piciole con Giardino, ebbe il contento di mettere la Religione in possesso di questa nuova Fondazione nella Vicinia di S. Erasmo, essendo Vescovo l’Illustrissimo Monsignor Speciano, quale alli 18 luglio 1606 pose la prima Pietra per la nova Chiesa intitolata S. Imerio Patrono di Cremona».

Angelo Massarotti Santa Teresa dAvila intercede presso la Madonna per salvare Cremona dallassedio 1688 circa

 

«Il convento di sant’Imerio ebbe un ruolo importante nella storia dell’Ordine carmelitano riformato», si legge nell’articolo. «Infatti dal 1617 fu la sede della Provincia Lombarda di Sant’Angelo (comprendente il territorio dello Stato di Milano, della Repubblica di Venezia e l’Emilia), che era stata fondata insieme alle altre cinque Provincie italiane durante il quinto Capitolo Generale dell’Ordine dei carmelitani scalzi, celebrato il 14 maggio 1617 a Roma in Santa Maria della Scala con lo scopo di permettere il buon governo dell’Ordine. Inoltre nello stesso anno vi si tenne il primo Capitolo Provinciale e anche in seguito, nonostante la presenza carmelitana riformata in centri più noti come Milano e Bologna, i Consigli Provinciali si tennero frequentemente a Cremona, senza dubbio per la centralità geografica della città rispetto all’area della Provincia Lombarda, ma non meno per la vivacità spirituale della comunità in essa esistente. Infatti nel convento trascorsero parte della propria vita alcuni padri importanti per l’Ordine, venerati per la santità della loro condotta, ad esempio padre Angelo di Gesù Maria, al secolo Giorgio Stampa, figlio di Massimiliano marchese di Soncino, uno dei primi due scalzi della Nazione italiana e Primo Provinciale di Lombardia, del quale si diceva che era stato visto più volte levitare miracolosamente da terra durante la celebrazione della messa e che proprio nel monastero du sant’Imerio aveva avuto la visione della Madonna. […] La virtù e l’austerità di vita di questi religiosi suscitò profonda stima e devozione nel popolo e nel clero. Il vescovo Sfondrati si fece penitente del padre vicario Angelo di Gesù Maria e il suo esempio negli anni successivi portò buona parte del clero e della nobiltà cremonese a diventare assidua frequentatrice della comunità carmelitana. […] nel 1619 il convento, fino ad allora destinato a noviziato, per disposizione del Capitolo Provinciale divenne sede dello studentato filosofico dell’Ordine. In virtù di questa nuova destinazione vi confluirono molti religiosi e vi si costruì una grande biblioteca conventuale di carattere specialistico. Di essa, che fu dispersa in seguito alla soppressione napoleonica, una parte comprendente manoscritti e opere a stampa è depositata presso la Biblioteca Statale e Libreria Civica di Cremona» (pp. 11-14)

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